Io, in linea di principio, sarei anche in pieno accordo con questo bellissimo post che Luca Sofri ha pubblicato sul suo blog. E’ che però, dopo una giornata come quella di oggi, che fa seguito a una giornata come quella di ieri, mi viene proprio da dirlo: “Che paese di merda!”.
Ho passato le ultime ore del pomeriggio su FriendFeed a leggere i commenti in tempo reale degli increduli, degli incazzati, degli sfiduciati. Ho visto votare un decreto legge in piena sfida al Capo dello Stato. Un decreto che, se fosse stato firmato, avrebbe azzerato il valore di uno dei poteri dello stato. Un decreto che NON POTEVA essere firmato, perchè avrebbe annullato tutto quello su cui è fondata la nostra Costituzione Repubblicana.
Il tentativo di scardinamento della divisione dei poteri è un tentativo di dittatura. E’, tecnicamente, provare a sovvertire l’ordinamento del Paese. E’ nei fatti, provare a fare un colpo di stato.
La risposta è stata: “Se la costituzione non mi permette di usare come mi pare il decreto legge, io cambio la costituzione”. E questa dichiarazione fa paura.
Ringrazio, ora più che mai, la nostra Assemblea Costituente che, scottata dal Fascismo, ha fatto in modo che non fosse così facile sovvertire le basi democratiche. So che l’iter per cambiare la Costituzione è lungo, complicato, che occorre esserne proprio sicuri, che la gente si deve esprimere. Ma ho comunque paura. Perchè oggi il nostro presidente del consiglio ha gettato la maschera mettendosi in aperta contrapposizione con chi lo Sato lo rappresenta e con chi dello Stato garntisce l’ordinamento repubblicano. Ed è stato solo il primo atto di uno scontro che da ora in poi non potrà che essere aperto, palesato, senza esclusione di colpi.
Non parlo di Eluana Englaro e di suo padre. I due, loro malgrado, sono stati solo un pretesto per affermarsi in un gioco di poteri. E questo è vergognoso.
Ora aspetto di vedere cosa accadrà, mentre tento di trovare una risposta a tutti i “Cosa fare?” che ci siamo detti tra amici, tra colleghi, tra blogger.
E così, caro Luca Sofri, oggi consentimi, da non-qualnquista, di urlare, anche io: “Che paese di merda!”
















un giorno davvero infelice.
Dalla nauesa sono passato all’incazzatura, all’amarezza. Il bello è che vorrei poter far qualcosa, ma non so cosa. Mi hanno sempre insegnato che in una democrazia il modo migliore per far valere le proprie ragioni è quello di rispettare le regole, votando appunto i propri rappresentanti in modo democratico. Quindi che fare? Se la maggioranza della popolazione ha scelto determinati personaggi, probabilmente significa che se li merita. Sarei curioso di chiedere a tutte queste persone il motivo delle proprie scelte. A qualcuno l’ho già fatta questa domanda e quando ti senti rispondere “perchè è il presidente del mio Milan” o “E’ un bravo imprenditore e quindi sa come far funzionare le cose”, si rafforza la convinzione che questa gente si meriti di vivere in un paese così. Un’pò il discorso che facevi tu l’altra volta sul sondaggio fatto decenni fa tra i bambini che all’epoca frequentavano le scuole. Però, siccome c’è anche gente che questa situazione non la merita, io non ci sto. Spero che qualcuno nella maggioranza abbia il coraggio di dire altrettanto e che qualcuno che si è fidato di certi personaggi si stia rendendo conto dell’errore che ha fatto, ponendo riparo alle prossima occasione. Nella speranza che la prossima volta al seggio elettorale il diritto di voto non si debba esercitare scegliendo tra una scheda di colore bianca e una col tricolore, anzichè con la canonica matita copiativa…
Mi aggrego alle urla…