Odio la voce di Cota di prima mattina

398431_156060467840494_1353367475_nLa sera, soprattutto in periodi di grandi cambiamenti come questo, vado a dormire con un elenco di cose da fare nel cervello. La mattina mi sveglio con carichi di ansie varie che nel corso degli anni ho imparato a gestirmi tra un caffé e una brioche.

La mattina mi sveglio con la musica. Dopo che per alcune settimane il mio computer aveva deciso di propormi Pappalardo tutti i giorni, ho fatto una playlist molto molto accurata con l’iPod. Non metto musica che possa deprimermi al risveglio. Metto musica che mi possa far svegliare ballando sotto alle coperte, altra che mi possa far aprire gli occhi canticchiando frasi di rivoluzioni personali (tipo l’altra mattina mi sono svegliata mentre dicevo “Morrò pecora nera”)*, altra che mi faccia ridere assai o mi culli verso il risveglio. Faccio scegliere all’iPod la nota introduttiva della mia giornata, ma sarà comunque una buona nota.

E quindi se c’è una roba che proprio ma proprio no, beh, quella è sentire a tre minuti dall’apertura degli occhi una voce cantilenante e sempre uguale a se stessa che inizia a snocciolare i fatti del giorno: morti ammazzati, ragazzini suicidati, no tav arrestati, tasse evase, disoccupazione (disoccupazione, a me, in questo periodo? la mia maggior paura?), mutande non rimborsate, chiamparinate e cotate. Cose altrimenti note come: il Gazzettino. Se poi me lo intervistano anche, il presidente leghista, ecco, io proprio faccio fatica a mangiare. Poi è vero, si passa alla pagina della cultura. Ma anche lì spesso e volentieri la nausea mi assale. Per non dire del fatto che quest’anno lo stato ospite del salone del Libro è il Vaticano, e quindi ti può capitare di sentir dire per almeno sette volte di fila “Papa Francesco”, che ammettiamolo, è un bel po’ inflazionato al momento.

No, ecco, io proprio non ce la faccio, come del resto non ce la faccio – più o meno per gli stessi motivi ma in scala nazionale e globale – a sentire radiogiornali vari, programmi di approfondimento politico, rassegne stampa e via dicendo. Perché se la voce di Cota per me è un trauma immaginatevi il mio risveglio mentre Berlusconi dice “perseguitato dalla magistratura” o Renzi che dice… vabbeh, una a caso.

Mentre sento queste cose alla mattina un mostro verde e brutto esce dal mio stomaco. La prima tentazione del mostro è quella di lanciarsi in una filippica da pensionato incattivito al bar contro questo brutto brutto mondo, la seconda è quella di lanciarsi verso la radio e lanciarla dal balcone facendo meta tra le guglie della chiesa valdese. Ma mi contengo, e sgrunfio. Così il mostro verde e brutto si trasforma in fumo dalle orecchie e dal naso.

Perché la verità è che io alla mattina ho bisogno di cose belle. Ho bisogno, nella prima mezz’ora dopo l’apertura degli occhi, di sentire il profumo del caffé, mangiarmi qualcosa di buono, magari farmi una risata. Dopo, solo dopo, possiamo parlare di sto cazzo di consiglio regionale che così non s’era mai visto, di Renzi che ha fatto colazione col Chiampa, dei no tav che sono dentro accusati di terrorismo e chissà se usciranno… Io non posso svegliarmi alla mattina con la prospettiva grigia. Perché io sono umorale.

No, ecco, non sopporto la voce di Cota di prima mattina.
Ma appena il Gazzettino smette di parlare io lo giuro, si ve lo giuro… torno ad essere una persona normale e pacifica… Davvero…

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*In realtà il Gazzettino non è nient’altro che il Radio Giornale Regionale.

*La frase completa è: «è bello ritornar “normalità” / è facile tornare con le tante stanche pecore bianche! / Scusate, non mi lego a questa schiera: / morrò pecora nera!», che arriva da Canzone di Notte n.2 di Guccini. Sì ascolto anche Guccini… io a volte ho bisogno (ma tanto) di sentirmi un’adolescente rivoluzionaria idealista con il pugno alzato di prima mattina.

Questo post mi è venuto in mente l’altro giorno mentre leggevo quest’altro post di plus1gmt. Bene, questa è la mia undicesima cosa, ma sta al primo posto!
Questa cosa mi è tornata il mente mentre ascoltavo il Gazzettino Padano ieri mattina. E quindi è dedicato a Uzzi, sempre e ovviamente With Love.

7 thoughts on “Odio la voce di Cota di prima mattina

  1. mea culpa nell’essere troppo spesso la responsabile dei risvegli cotiani tinti di verde… il GR per me è come un imprinting: mi ricorda i risvegli di bimba, ragazzina, adolescente, ventenne, perché a casa nostra la filodiffusione andava a manetta dalla prima mattina fino a che non si andava a dormire. Spesso la lasciavamo accesa persino a casa vuota.
    Tant’è.
    Abitudine nostalgica. Ma i compromessi (tò: ne stiamo andando a firmare uno!) rendono la vita migliore, in una società civile, perciò renderò muta la radio all’arrivo dell’amica col mostro verde in pancia che è tanto meglio non risvegliare, Lui! ;-)
    SempreLLov a mia volta!

  2. ossignur pensa la povera signora Cota. A parte gli scherzi MAI sentire la radio prima di avere ben fatto colazione e sopratutto i gr nazionali o regionali che dir che siano.

    sheraunabbraccioe…buongiornoooo

  3. .. e sa a cota unissi la voce di salvini con la sua ossessione per l’€uro? … sì, il caffè ed il dolcetto . .prima del tg.

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