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Sputerò sui vostri Ubik di luce

ago
2012
18

Qui ne parlo Artisticamente

6 commenti

Sono in ferie. Non quelle ferie che vai in vacanza al mare, o in montagna o a scarpinare in qualche città. No no, quelle le ho già fatte. Sono in ferie per una settimana di cazzeggio. Ieri alle 15, quindi, è iniziato il rituale: uscita dall’ufficio, capatina in libreria, piccola passeggiata evaporando sotto il sole cocente, bici e casa dolce casa, pronta a far vedere a U. i miei acquisti. Tre.

Per cominciare le vacanze, quelle vere, bisogna introdursi alla lettura con qualcosa di bello ma non complicato, passare poi all’”impegnato” breve, finire con l’”impegnato” lungo. Programma rispettato. Dalle  17 circa di ieri fino alle 10 circa di oggi il tour de force letterario si è compiuto (sì, leggo veloce…):

1. Una lama di luce di Andrea Camilleri. Camilleri in vacanza ci sta sempre. Avrei forse preferito Fred Vargas per iniziare la maratona, ma non è uscito nulla di nuovo… e ok, mi piace la letteratura di genere. Comunque bello, un po’ malinconico. E poi avere in mano un’edizione della Sellerio è sempre una goduria. 260 pagine di commissario Montalbano a inizio ferie e passa la paura.

2. Il passaggio al successivo (molto più da mazzata nello stomaco) Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian è stato un po’ traumatico, lo ammetto. Ecco, non è precisamente una lettura svagata da ferie. Bello, crudo, serrato. Non il migliore Vian, tra quelli che ho letto, ma comunque immancabile. Poi se uno pensa che l’ha scritto in quindici giorni… vabbeh. Libro stra-censurato, insulto alla morale, divieti di traduzioni, multa e messa al bando dell’autore… leggetelo, ché ne vale la pena. 138 pagine di sesso, alcol e ancora niente rock ‘n roll scritte nel 1946, la storia di un bianco che in verità è nero ed è pure un po’ incazzato. (Se qualcuno ha qualcosa da obiettare su questa magnifica sinossi… ha ragione).

3. Poi, wow. Il libro che ha veramente fatto iniziare la vacanza con una marcia in più. Il miglior Philip Dick che ho letto fino ad adesso. Un casino, anche solo da provare a raccontare, quindi non lo racconto. Dico solo che s’intitola Ubik, che se non avete mai letto Dick cominciare da questo è una buona idea e che se avete già letto qualcosa di Dick, questo è oltre. E che se siete di quelli che “a me la fantascienza non piace”, beh, qui non ci sono robot (ok, magari un paio, ma solo per poco) e astronavi (ok, solo una e solo per poco), e che comunque, se non avete letto Dick, non provate a dire che non vi piace la fantascienza. 228 pagine da divorare increduli e stupefatti dalla genialità della costruzione più una, la 229, in cui riuscirete solo a pensare “oh cazzo!”. Insomma: leggete Ubik, «Sicuro se usato secondo le istruzioni».

Ok. Adesso posso cominciare a pulire casa.

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La foto è mia e la libreria pure

6 commenti

  1. Polly
  2. gap

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