Storia di una bicicletta e dei suoi perché

F.Moccia_paolofefeQualche tempo fa è comparsa una bicicletta appoggiata sul muro accanto al mio portone, solo appoggiata. La bicicletta era legata con una catena non troppo resistente nel tradizionale (e abbastanza inutile) metodo canna-ruota. Metodo reso ancora più inutile dal fatto che sotto al sellino erano appese le chiavi.

La bici è rimasta lì tutto il giovedì, tutto il venerdì e tutto il sabato, sopravvivendo anche all’invasione notturna del weekend dei sempre più truzzi frequentatori di San Salvario e degli sbronzi e festanti (e poganti fino alle 4 di mattina, ‘tacci loro) amici dei miei vicini di casa.

La domenica mattina, quando ho portato fuori il cane, la bici era ancora lì, non toccata, giusto spostata di qualche centimetro per facilitare l’ingresso dei festaioli della sera prima. Ho pensato che sarebbe stato furbo metterla nel nostro cortile e la mattina dopo avvisare qualche negoziante dei dintorni per non sfidare troppo la sorte. Quando sono scesa qualcuno l’aveva già fatto per me. La bici era in cortile legata canna-ruota, con le chiavi attaccate sotto al sellino.

Ora, dopo circa due settimane, la bici è sempre là, spostata di quando in quando a seconda delle esigenze di parcheggio e manovra, ma resiste. Ormai è diventata inquilina del nostro cortile. 

Ecco, io ogni giorno, quando prendo la mia di bici, la guardo e mi immagino la sua storia e quella del suo proprietario. 
Che fine hai fatto, proprietario di Mountain Bike? Cosa ti ha spinto ha lasciare una bicicletta appoggiata al portone con le chiavi attaccate? Volevi regalarla a qualcuno, il primo che passando ne avesse avuto bisogno? O sei dovuto correre via per chissà quale motivo, magari a piedi, magari su un bus che stavi perdendo, e non hai avuto tempo di cercare un palo libero (pali che pure sul mio marciapiede abbondano)?

E perché non sei venuto a riprenderla, la tua bici? Cosa ti è successo proprietario di Mountain Bike? Noi non le rubiamo le bici, le bici sono amiche del nostro palazzo, noi vegliamo sulle bici come angeli custodi e infatti lei era rimasta lì, come l’avevi lasciata, con le gomme sane, il sellino a posto e le chiavi dove le avevi messe tu. Come se quella bici non la potesse vedere nessun altro tranne noi, che le bici non le rubiamo.

Ecco, io ogni volta che vedo la Mountain Bike immagino il suo proprietario, e immagino a come si sente la bici, abbandonata come un cagnone in autostrada. Che t’aveva fatto la bici, proprietario di Mountain Bike? Ti aveva tradito, lei e i suoi freni, nel bel mezzo di un incrocio bastardo? Le era cascata la catena nel bel mezzo di una ripida salita?

Comunque, caro proprietario, la bici e ancora lì. Perché da noi alle bici si dà asilo e vita. Perché sai, a me una volta è capitato di non usare la mia per molti mesi di fila. Quando ho deciso di riprenderla immaginavo di doverla far risistemare: freni, gomme, quelle cose lì. E invece era arrivato un folletto, a cui forse la bici era servita per un po’, e la catena era tagliata ma con grazia, solo l’ultimo anello, ed era stata messa nel cestino. E le gomme erano gonfie, e i freni erano regolati, e la catena era oliata. 
E io il folletto l’ho ringraziato con un biglietto, e lui mi ha anche risposto.

Che noi alle bici vogliamo bene. E anche a chi ce le coccola un po’.

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La foto arriva da qui

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