04
Set

AAA Offresi

Ragazza di buona volontà laureata con il massimo dei voti in una roba di cui non glie ne frega a nessuno. In procinto di pubblicare un saggio di cui non glie ne frega una sega a nessuno. Insomma: tutta fuffa.

Esperienze lavorative passate: volantinaggio, commessa in gioielleria, cameriera, call-center, back office, segreteria amministrativa, customer base, impiegata presso l’ufficio di orientamento dell’università, attrice, animatrice, coordinamento educativo centri estivi, assistente allo studio pomeridiano, donna delle pulizie, ufficio stampa, insegnante di corsi di storia del teatro nelle scuole superiori, organizzatrice rassegne teatrali, organizzatrice rassegne cinematografiche, assistente alla direzione di un Festival di cinema.

Disponibilità: provateci… fatemi fare qualcosa di nuovo…

Paga richiesta: più di quanto mi pagano attualmente e cioè 7,13 euro lordi l’ora… questo però considerando uno stipendio che non supera mai le 40 ore settimanali mentre verosimilmente ne faccio circa 50 in media, 80 in alta stagione. Tutto considerato potrei sostenere a spanne di guadagnare circa 5 euro lordi l’ora quando butta culo. La mansione attuale è l’ultima in elenco. Suvvia, ce la potete fare quasi tutti a dare qualcosa in più.

Contribuzione versata: fate un po’ voi… vediamo, lavoro da dieci anni e ho due anni di contributi versati. Di questo passo posso arrivare alla pensione a 150 anni. Quindi non prendiamoci per il culo: pagatemi abbastanza per farmi fare una pensione integrativa privata (magari con mediolanum) e non parliamone più.

Età: 29 anni. Potete ancora farmi un contratto di apprendistato. Magari di 6 anni. Così arrivo a 35 che il mio orologio biologico ha appena finito di ticchettare in contemporanea al mio contratto di lavoro.

E’ richiesta: un po’ di buona educazione. Un minimo di rispetto. Che insomma non mi si venga a dire dopo tre anni di lavoro (di cui i primi sei mesi gratis, i secondi 6 mesi a 500 euro, poi un anno part-time che era full-time non contrattualmente contemplato e l’ultimo periodo con sta paga goduriosa) di venirti a dire grazie perchè tanto il mio lavoro è inutile e mi stai tenendo lì solo per farmi un favore e non lasciarmi in mezzo a una strada. Ah… e la pausa pranzo, essendo contemplata come PAUSA per il pranzo, non dovrebbe essere come quella attuale: in una mano il panino, nell’altra il telefono mentre batto sulla tastiera del computer con le unghie dei piedi.

Necessità improrogabili: consentitemi, di quando in quando, di mandare il mondo affanculo.

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O almeno questo è quello che dice Otto Rossler.

Considerata la vicinanza a Ginevra direi che se in quattro anni la terra verrà totalmente inghiottita, ci restano quel paio di mesi per sistemare i conti in sospeso. Oppure possiamo tutti trasferirci agli antipodi.
Se creano un buco nero io ho deciso:

  • Mi licenzio
  • Con il prestito che mi sono fatta per andare dal dentista me ne vado a svaccarmi al mare con qualche buon libro
  • Vado a fare teatro per strada
  • Vado a predicare in Hide Park

L’unica cosa veramente buona è che non ci dovremo pippare altri 4 anni e mezzo di governo Berlusconi.

Si accettano ulteriori suggerimenti

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Giuro, quando ho letto l’articolo dell’espresso riportato sul blog di clokclok non ci volevo credere. Mi sembrava una boiata talmente colossale che ho pensato fosse una bufala scritta benissimo per prendere per i fondelli un po’ di gente. E invece no, la cosa è vera. L’articolo in questione è firmato Peter Gomez ed è reperibile sul sito dell’Espresso al link sopra.

In pratica: alcune società collegate a Mediaset hanno in progetto la prima enciclopedia video, Ovopedia, che sarà diffusa in tv e in rete. Un’enciclopedia storica. A gestire il progetto il virgulto Andrea Pezzi, responsabile di una società che fa capo a mediaset; la consulenza cultural-filologica dell’operazione sarà invece tutta di Antonio Meneghetti, ex frate francescano che ha fondato l’ontopsicologia, disciplina tesa (cito) alla “formazione del leader, inteso come intuizione attiva di soluzioni per il collettivo”.

Nel febbraio del 1998 l’Associazione di Ontopsicologia si è guadagnata quasi una pagina in un corposo rapporto del ministero dell’Interno su “sette religiose e i nuovi movimenti magici in Italia”. Ma all’ex frate sentir dipingere la propria organizzazione come una psicosetta nella quale “verrebbero attuate metodologie dirette a modificare il carattere e la personalità dell’adepto, al punto di ottenere il totale condizionamento e devozione nei confronti del fondatore”, proprio non andava giù. Così Meneghetti ha intentato causa al Viminale ed è riuscito a ottenere un risarcimento civile per danni d’immagine di alcune decine di milioni di lire. Setta o non setta, resta il fatto che Meneghetti, considerato da Pezzi “un uomo straordinario e quasi magico”, propaganda teorie storico-politiche sconcertanti. Dichiaratamente filo russo e anti americano, nei suoi scritti e nelle sue conferenze l’ex frate sostiene la necessità di “relativizzare l’olocausto ebraico”, perché “bisogna ricordare che gli ebrei non sono l’unico popolo che ha sofferto e pagato”. “Io ho visto”, spiega, “alcuni ebrei, ma anche molti italiani, molti tedeschi, molti russi e molti austriaci, morire. Ognuno ha perso, la guerra è bestiale. Tutti abbiamo perso, tutti siamo stati cattivi, tutti siamo stati partigiani”. Così Adolf Hitler, ma pure Josif Stalin, secondo Meneghetti, vanno studiati dal punto di vista del loro essere interiore, senza mai dimenticare che “la realtà è come una partita di scacchi, in cui il vicitore fa le leggi, scrive la storia e definisce la morale”. “Se avessimo potuto indagare l’obiettiva motivazione interna di un leader”, dice Meneghetti, “con sorpresa di molti si sarebbe notato che le fonti culturali di un Hitler sono nella dottrina dei Dalai Lama del Tibet. Lì sono i fondamenti ispirativi che giustificano il suo modo di fare, che sostanzialmente non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo”.

Andando sul sito dell’espresso è possibile trovare articoli relativi a questi loschi figuri e alla loro storia.
Probabilmente, seguendo la linea interpretativa di questo gran guru, finalmente arriveremo a capire le motivazioni intime dell’unto dal signore, e saremo tutti pronti a dargli una mano quando vorrà punirne uno per educarne cento. Finalmente potremo capire l’ontopsicologia che lo spinge e edulcorare e purgare l’informazione. Finalmente sapremo tutto.

Non possiamo, allora, che ringraziare la futura Ovopedia, per fornirci, finalmente, un esempio concreto e lampante di cosa significhi “relativismo storico”.
Io intanto continuo a tremare per tutti questi piccoli e grandi passi che non tentano nemmeno più di mascherare la tensione al totalitarismo. Continuo a disgustarmene, coltivando insieme il disgusto per la passività democratica che ci contraddistingue.

E scusate per lo sfogo.

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